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A CHI TI STAI RIVOLGENDO?

di lauracostantini00it (01/02/2007 - 08:44)

Ragazzi, quanto mi diverto!!!

I commenti sono uno stimolo continuo e credo che questo sia il vero succo di un blog. Dunque, vediamo. Secondo D'Andrea gli scrittori recitano su carta il loro stesso copione. Secondo Gambaro (ormai una parte fondamentale di questo spazio, al punto che sto pensando di riservargli una rubrica) la domanda non era così peregrina, ero io che non l'avevo capita. Non per chi scrivi, quindi, ma a chi ti stai rivolgendo? Ci ho riflettuto prima di elaborare una risposta assolutamente indegna: DIPENDE. Il nostro adorato collega amante dei vampiri starà sogghignando (magari gli spunta anche un canino sospetto tra le labbra...) perché non è una vera risposta. Cerco di spiegare. NON CREDO AI FANTASMI era un racconto commissionato da uno di quei periodici per adolescenti (le adolescenti di dieci anni fa, se si trattasse di oggi avrei dovuto darmi al porno-soft). L'ho scritto con i vincoli di spazio e di tempo che ti da un giornale e il risultato è quello che avete avuto la pazienza e la voglia di leggere. Ma la vera scrittura sono, per me e Loredana, i romanzi. E qui il discorso si fa complesso. NEW YORK 1920 è un romanzo storico e già questo stabilisce un criterio: se non ami la storia, se non hai la curiosità di scoprire quanto l'uomo sia uguale e diverso col passare dei secoli, difficile che ti accosti a un libro del genere. Però c'è una ragazzina di tredici anni che non ama molto leggere, il cui massimo sforzo era stato fino ad oggi TRE METRI SOPRA IL CIELO, più per affezione a Riccardo Scamarcio che a Federico Moccia, che ha letto NEW YORK 1920 in due giorni, appassionandosi come solo una tredicenne sa fare. E non ama la storia... Morale? Se mi fermo a pensarci credo che io e Loredana abbiamo scelto un pubblico di una certa cultura, non necessariamente femminile, di un'età compresa tra i 25 e i 55 anni, che non si lasci attirare solo da una copertina luccicante, ma che cerchi dei contenuti. Poi, come ho detto, i fatti continuano a smentirci perché i lettori sono stati tanti e tutti diversi tra loro, da giovanissimi a molto anziani, da quelli molto colti a quelli che hanno solo la terza media. Morale: è vero che ogni parola, ogni virgola, ogni scelta crea un effetto di cernita nell'ampio paniere dei lettori, ma io mi rivolgo a chi ama sentir raccontare una storia, di qualunque genere essa sia.

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