AVORIO
Oggi voglio segnalarvi un libro che ho letto con molto piacere:
AVORIO di Matteo Gambaro, Magnetica Edizioni
Chi frequenta abitualmente questo blog sa che Matteo è un habituèe così come io e Loredana siamo spesso ospiti nel suo che trovate linkato tra i siti preferiti. Tutto questo per dire che aspettavo da tempo e con ansia l'occasione di leggere la sua ultima produzione letteraria. Si tratta di tre racconti accomunati da un tema quanto mai intrigante, i vampiri, e da un personaggio che promette grandi sviluppi, l'ispettore Carnielli. I tre racconti sono stati evidentemente scritti in periodi e sotto influenze diverse ma mantengono quella che a mio parere è la più grande qualità narrativa di Matteo: il lavoro sulle immagini. Le parole si visualizzano immediatamente ed assumono la potenza evocativa di certi fumetti d'autore che riescono a colpire come pugni nello stomaco. E' il caso soprattutto del racconto che da il titolo alla raccolta, AVORIO. Ritmo velocissimo, uso di termini onomatopeici, frequenza cardiaca e respiratoria portata al massimo. La sua forza è la velocità, esattamente quella di una pallottola. Il suo punto debole è che si vorrebbe durasse più a lungo, ma questo è un escamotage dell'autore per prepararci all'uscita del suo prossimo romanzo. Potente ed assolutamente originale è IL BORGO, il più lungo dei tre racconti, nel quale l'autore è riuscito ad invertire totalmente il connubio buio-paura, luce-salvezza. E non vi dico di più per non rovinarvi il piacere della lettura. ASPETTANDO IL FIGLIO evoca un'atmosfera dolente, di inutile attesa, toccando un tema molto caro a Matteo Gambaro: quello del vampiro come essere destinato alla sofferenza, non diversamente da un tossicodipendente. Non sono la prima a dirlo, ma AVORIO dimostra che si può prendere un tema quanto mai sfruttato, quello dei vampiri, e renderlo assolutamente nuovo. A tutti voi consiglio di leggerlo e a Matteo Gambaro chiedo di regalarci, la prossima volta, molte più pagine di terrore!
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