MAGNIFICHE SORTI E PROGRESSIVE
Dipinte in queste rive son dell'umane genti le magnifiche sorti e progressive... G. Leopardi
Pessimismo cosmico, ma quanto giustificato!! E' più di qualche giorno che mi frulla nel cervello un post disperato e disperante. Per lavoro leggo i giornali tutte le mattine e ogni riga di stampa, od ogni fotogramma di notiziario, erode la mia sempre più esigua fiducia nel genere umano: un uomo ucciso da un minorenne per una questione di tifo da stadio, un luogo incontaminato in Islanda che sta per essere distrutto per fare posto ad un'industria di estrazione e lavorazione dell'alluminio, uno dei luoghi più sacri degli aborigeni in Australia dove le trivelle intendono distruggere testimonianze della gioventù stessa dell'umanità per trovare idrocarburi. E poi: vicini di casa impazziti che per un cane che abbaia, un bambino che piange, una festa di troppo, una questione di confini di terreni, uccidono scaricando interi caricatori, vibrando decine di coltellate, rinunciando ad ogni residua speranza di umanità. E ancora: la genuflessione al dio calcio di governi e associazioni a dimostrazione che la vita di un uomo vale meno di una domenica davanti al teleschermo o sugli spalti a gridare arbitro cornuto; un ex premier che dopo essere stato sbugiardato in mondo visione dalla sua stessa moglie ancora parla e si permette di offendere gli omosessuali che, si sa, stanno tutti dalla parte opposta alla sua; un papa (si, lo scrivo minuscolo) che ad ogni occasione continua a pontificare (e chi meglio di lui) su argomenti che esulano dalla sua esperienza umana e invita a non abortire feti malformati; un intero continente, quello africano, dove i bambini sono prodotti di scarto destinati alla rottamazione dall'AIDS, dalle malattie più comuni, dalla povertà, dall'ignoranza; una religione, l'Islam, che medita di conquistare l'intero pianeta alla propria distorta visione di un dio maschio, ottuso, barbuto, sessista e innamorato della morte; due popoli, che poi sono uno solo, che si fanno reciprocamente saltare in aria in Palestina, ognuno arroccato alla propria ottusità, ai propri interessi, al proprio ingiustificato orgoglio di appartenenza a un popolo eletto, perpetuando all'infinito il rancore tra due fratelli, Isacco e Ismaele, figli dello stesso padre, Giacobbe, ma di due donne diverse (guarda che casini può combinare la poligamia!); una generazione di giovani completamente abbandonati a se stessi, fedeli alla propria tribù telefonica o graffitara o modaiola o tossica o chissà che altro perché non vogliono, non sanno, non possono essere fedeli a se stessi...
Leggo di questo, ogni giorno. Ogni giorno lo vivo sulla mia pelle. Perché alla base delle magnifiche sorti e progressive che ci siamo costruiti, ci siamo noi, la nostra reciproca mancanza di rispetto, l'homo homini lupus che si esprime nelle piccole cose: quando la persona che ti passa davanti non ti tiene aperta la porta, anzi, te la sbatte in faccia; quando l'automobilista che si pensa più furbo ti taglia la strada; quando ti fottono la fila al supermercato, quando il collega ti fa lo sgambetto, quando non ci si sposta dal bancone del bar anche se il caffè lo hai già preso e c'è una fila apocalittica. In poche parole, quando ci dimentichiamo che GLI ALTRI SIAMO NOI (questa è di Umberto Tozzi.)
Vota questo post



Ultimi commenti