FRUSTRAZIONE
Andiamo a spiegare. Tanto per fare nome e cognome il nostro romanzo NEW YORK 1920 è stato pubblicato dalla Maprosti&Lisanti editori di Roma. Per inciso ce ne hanno già opzionati altri quattro, due per completare la trilogia storica iniziata con NEW YORK e altri due perché li hanno letti e apprezzati. Ci siamo? A questo punto chi legge potrebbe porsi la fatidica domanda che in romanesco puro suonerebbe così: che altro c...avolo volete?! E' vero, in un panorama a dir poco desolante, siamo state fortunate, anche se i nostri editori non hanno una distribuzione (vendiamo online, porta a porta, col passaparola, in qualche libreria e in profumeria). Loro hanno creduto in noi, sono disponibili, ma sono due neofiti pieni di entusiasmo che, spesso, si perdono dietro mille input senza poi seguirne nessuno in particolare. La frustrazione espressa dalla mia partner di tastiera nel suo post deriva da questo, dall'impressione di essere solo ed unicamente noi due a tirare veramente la carretta, a sbatterci per organizzare eventi, a sfruttare le mie conoscenze per trascinare qualche vip alle presentazioni, ad assicurare una campagna pubblicitaria praticamente a costo zero. Maprosti&Lisanti, che non possiamo che continuare a ringraziare perché NEW YORK 1920 è emerso dalle nebbie mentre i due romanzi precedenti, seppur pubblicati, sono rimasti lettera morta nei magazzini di sedicenti editori (un nome, tanto per non sputtanare nessuno: guardatevi da DESSI' di Riva di Chieri, a Torino. Si spaccia per editore, ha anche un sito EMILOGOS.COM, ma è un killer di libri e scrittori perché pubblica soltanto per prendere sovvenzioni!)... Maprosti&Lisanti, dicevo, hanno voglia di crescere come casa editrice, ma non si sono ancora affrancati da una mentalità da stampatori, quali erano in origine, e noi lo percepiamo. Il nostro sforzo dovrebbe essere quello di scrivere libri degni di essere letti. Invece, ultimamente, non facciamo altro che connetterci ad Internet, cercare nuove location per le presentazioni, inviare mail alle rubriche che recensiscono libri. Un lavoro da ufficio stampa che non ci compete e che non dovremmo fare... Ma così vanno le cose, credo, per tutti. Se è vero che Dan Brown, prima di sbancare il botteghino editoriale con il CODICE DA VINCI, girava nei mercati con i suoi libri nel cofano dell'auto, chi siamo noi per lamentarci? IT'S A LONG LONG WAY... o, come dicevano gli antichi romani nostri antenati, AD ASTRA PER ASPERA!
Vota questo post



Ultimi commenti