PROMESSE
Che dire? Sono commossa. L'idea di aprire questo blog è nata proprio a seguito del romanzo NEW YORK 1920 - IL PRIMO ATTENTATO A WALL STREET, poi è subentrato il pudore. Mi piaceva parlare con voi, venirvi a cercare nei vostri blog, scambiare due chiacchiere e mi sembrava che i temi generali fossero più interessanti, e meno egocentrici, del romanzo mio e di Loredana. L'idea degli incipit me l'ha data Paolo Ferrucci del quale sto disperatamente cercando il libro MISTERO ETRUSCO ma ancora non l'ho trovato. Lui l'ho conosciuto tramite le ALI D'ARGENTO di Ilaria che mi hanno guidata verso LUCE NELLA RETE, verso REMO, verso Melchisedec, verso Diego D'Andrea... E' questo che volevo da un blog, è questo che ho cercato di dire nei post dei primi mesi, quando sembrava che un blog fosse solo un'isoletta in un arcipelago di isolette ognuna chiusa nel suo spazio. Sono contenta e vi prometto solennemente che quanto prima posteremo un brano del romanzo, nella speranza che vi incuriosisca al punto da volerlo leggere. Da parte mia prometto anche che da oggi in poi, è un'idea che mi frulla nel cervello da parecchio, per la verità, comprerò solo romanzi di autori semisconosciuti e di piccole case editrici. Qualcuno deve cominciare a farlo. E poi ne farò le recensioni che potranno anche essere stroncatorie, ma almeno ci saranno.
P.S. vi segnalo la segnalazione di N.Y. 1920 uscita su VIVIROMA WEB MAGAZINE http://www.viviroma.tv/documenti/2007/02_febbraio2007/libri_feb.html
INCIPIT OF NEW YORK
Quelli che seguono sono gli incipit dei ventisei capitoli (per la verità 24 più prologo ed epilogo) del nostro romanzo “New york 1920 – il primo attentato a Wall Street”. Lo scopo è darvi un assaggio dell’atmosfera l libro del quale, me ne sono resa conto adesso, vi ho parlato ben poco.
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La tovaglia di lino, ricamata a mano da sua nonna, era uno dei pochissimi lussi che avessero mai potuto permettersi...
The Fire Drop doveva ancora aprire, ma Lisbeth era lì fin dal primo pomeriggio.
Il loro bagaglio non era diverso da quello di tutti gli altri che stavano attraversando con passo incerto la vacillante passerella…
La voce calda e sensuale di Glenda arrivava fin nello studio di Lisbeth.
I giorni si trascinavano lenti a bordo della “F. Palasciano”.
Perfino il sole saliva con un senso di spossatezza in quel cielo terso, cosparso di rapide nuvole candide.
Un pallido sole, che stentava a trovare spazio in un cielo coperto di nuvole, mandò i suoi raggi attraverso la camera da letto di Lisbeth.
Era stato un incubo. Le rapide parole di Sidney sul ponte del piroscafo non erano state sufficienti a farle capire cosa sarebbe successo…
Rimanere chiusa nel suo ufficio, tra carte, documenti, fatture e mozziconi di sigarette che si ammonticchiavano nel posacenere di alabastro…
Le indicazioni di Sidney erano state scrupolose. Ma trovare Mulberry Street non era stato facile.
A Cecilia sembrava di essersi appena coricata quando una voce acuta e sgradevole la strappò dal sonno.
Era una visita che si aspettava da qualche giorno quella che Mike le annunciò…
La sera prima, al momento di cominciare il proprio turno di lavoro, Cecilia era stata fermata da Priscilla…
Ognuno per la sua strada. Questo aveva pensato Eugenio quando aveva sentito sua sorella chiudersi alle spalle la porta…
Quell’acquazzone estivo aveva tutta l’aria di voler trasformare la strada in un fiume.
Dire che si aspettava quella convocazione a Broad Street, era sbagliare di poco.
Andava riconosciuto a Priscilla che a letto avrebbe dato dei punti anche alla puttana più navigata.
Cecilia non sentiva sua quella casa. Le sue cose erano ancora tutte riposte in una vecchia valigia…
Era rimasto sorpreso dall’iniziativa presa da Lisbeth. Non che da una donna come lei non si aspettasse uno spirito battagliero.
Lisbeth stava facendo colazione in terrazzo, all’ombra della tenda a strisce bianche e blu, quando Meggy le portò il telefono.
Era stata la notte più lunga della sua vita. Un medico fidato aveva visitato Cecilia…
Lisbeth si era assopita. Quelle sue giornate da convalescente avevano un andamento nebuloso…
Cecilia aveva chiesto e ottenuto che quella notte, la loro prima notte di nozze, la trascorressero a casa loro, nel loro letto.
La sinagoga di Elridge Street, dove Sammy Goldstein aveva organizzato il servizio funebre per Freddy, sorgeva ad un passo da Little Italy…
Era andato tutto bene. Troppo. Cecilia aveva cominciato a pensarlo in quel 16 settembre di ventuno anni prima…Spero che almeno uno di questi abbia la forza di incuriosirvi. A presto.
NON UNO SCRITTORE, UN LIBRO...
C'era come la sensazione che mentre gli uomini vanno e vengono, nascono e muoiono, i libri invece godono di eternità. Quand'ero piccolo, da grande volevo diventare un libro. Non uno scrittore, un libro...
da Una storia d'amore e di tenebra di Amos OZ
Ho letto un'intervista a questo grande scrittore israeliano e mi hanno colpito queste parole:
domanda: può immaginare la sua vita senza scrittura? risposta: no. Scrivo da sempre, da quando avevo cinque anni. Senza scrivere non potrei vivere.
domanda: e se nessuno la leggesse? risposta: Scriverei ugualmente. Devo.
E' esattamente quello che ho sempre pensato e provato sulla mia pelle. Ho smesso di scrivere, in un certo momento della mia vita, pensando che ciò che stavo vivendo fosse più importante. Ma quando sei uno scrittore dentro, la vita vera non si nutre di sangue, ma di inchiostro. Devo scrivere, anche se in Italia i libri non si vendono, anche se ad ogni presentazione ti senti come la signora che organizza le riunioni della Tupperware e cerca di spacciare le ciotole di plastica che non servono a nessuno, anche se l'editore non si impegna e chi potrebbe non ti aiuta. Devo scrivere e c'è poco da aggiungere.
LIBRI, COMMENTI E RISPOSTE
Ho visto che nei blog che frequento abitualmente è uso corrente scambiare commenti e risposte a raffica. Piacerebbe anche a me farlo, ma il form di questo blog è piuttosto sfigato e non lo consente visto che visualizza un tot di commenti e non più. Questo per spiegare che adoro i vostri commenti e ne colgo spunti per i post a seguire. Li leggo con attenzione ma non rispondo direttamente perché non posso. Per esempio, mi sarebbe piaciuto rispondere alla mia coinquilina di blog, Loredana, nel suo sfogo circa le categorie che la annoiano mortalmente. Lo faccio qui, perché, ohibò, mi riconosco in parecchie di quelle categorie: i buoni (sono buonissima, giuro), i samaritani (mi piace aiutare il prossimo), gli ottimisti (l'ottimismo è il sale della vita, che diamine!), i capaci (sono capace a fare un sacco di cose), anche i superbi, vah! Quindi mi sono chiesta: come fa Loredana a sopportarmi da un sacco di anni a questa parte? Gliel'ho chiesto ieri sera ed ho scoperto che mi è stata concessa una deroga speciale, ma non illimitata, quindi se non voglio essere bollata come "persona non grata" devo stare attenta a dove metto i piedi... Scherzo, naturalmente (forse Lory no, ora che ci penso). Avete dato un'occhiata al profilo? Ecco, volevo contestare la categoria sto leggendo. Il gerundio è un tempo verbale che indica il work in progress, però io sono talmente veloce nella lettura che dire STO LEGGENDO è assolutamente inadatto. Ho letto è sicuramente più adatto per la mia bulimia letteraria. Quindi, ho letto: OLIVE COMPRESE (bocciato), AVORIO (promosso ma è troppo breve), COSA TI ASPETTI DA ME di Lorenzo Licalzi (ve lo consiglio), ASIA di Tiziano Terzani (consigliato anche questo, soprattutto se amate un certo tipo di giornalismo), QUESTA STORIA di Alessandro Baricco (bah, che vi devo dire? carino...), NOVECENTO sempre di Baricco (bello, innegabilmente), FULL OF LIFE di John Fante (bello, ve lo consiglio). E per il momento basta, anche perché mi sto rendendo conto di fare l'errore che ho imputato agli altri: recensire libri famosissimi! Però questa non è una recensione e mi sento di aggiungere LA NEVE SE NE FREGA di Luciano Ligabue. Adesso sono rimasta a corto di libri da leggere, ma è meglio. Così posso concentrarmi sul prossimo best seller che io e Lory stiamo scrivendo.
SECONDA EDIZIONE!!!
Ieri sera io e Loredana siamo andate dal nostro editore per fare il punto della situazione ed abbiamo avuto una splendida notizia che voglio assolutamente condividere con voi: NEW YORK 1920 - IL PRIMO ATTENTATO A NEW YORK ha esaurito la prima edizione e si sta dando alle stampe la seconda!
Le vendite stanno andando bene e spero possano ancora migliorare: a questo scopo vi segnalo i punti in cui è possibile acquistarlo:
A Roma libreria Fahrenheit 451 a Campo de' Fiori
A Frascati libreria Mondadori in piazza San Pietro
A Barletta Profumeria Cavaliere via de Nittis
Su internet su Internetbookshop, su Unilibro, su Pianeta Libro e, ovviamente, sul sito della casa editrice www.maprostielisanti.it
Che altro? Voglio aggiungere qui la recensione che Cesare Zavattini (si, è il nipote del mitico Zavattini) giornalista e autore televisivo ha dedicato al nostro romanzo:
Tra fantasia e memoria: ecco il sogno americano.
di Cesare Zavattini
Chi ha la fortuna di essere creativo può permettersi praticamente tutto. Ecco che perfino la storia contemporanea si arricchisce di sfumature e audaci parallelismi. A volte un romanzo può ricordarci le nostre radici e raccontarci gli eventi come il più rigoroso dei saggi. E’questo il caso di New York 1920, il primo attentato a Wall Strett. Un racconto scritto a quattro mani da due amiche che sanno fondersi perfettamente in una penna unica.
Laura Costantini e Loredana Falcone in queste pagine si avventurano in un salto nel tempo che ci riporta ai viaggi della speranza degli anni venti dei meridionali italiani. Quelli che da Napoli partivano con il famoso biglietto di terza classe alla ricerca della terra promessa: l’America.
Arrivati nel ghetto di Ellis Island, Eugenio e la sorella Cecilia capiscono subito che la terra delle grandi opportunità è anche sudore, lacrime e prepotenze. Cecilia è la protagonista del libro, una ragazza napoletana, giovane e dai saldi principi delle terre del sud. Ma sarà Eugenio lo straordinario spettatore di 80 anni di storia. Proprio lui vedrà con i propri occhi il primo attentato che colpì Wall Street nel 1920 per poi ritrovarsi dopo ottantanni, straordinario spettatore del 11 settembre 2001.
L’America dunque era già stata in oggetto di odio in passato da parte di un anarchico italiano che intendeva così protestare contro l’arresto di Sacco e Vanzetti. Una pagina di storia che in molti ignoravamo totalmente.
E’ bello avventurarsi in un volo pindarico che sa di fantapolitica, che racconta la voglia di emergere e di costruirsi un domani migliore, oggi come ieri.
Un romanzo che fa emergere una grandissima voglia di scrivere, di raccontare e di sognare.
Una curiosità degna di Salgari, una delle scrittrici ha raccontato mirabilmente di una New York nei più piccoli dettagli e pensate, non ci ha mai messo piede.
VALORE & SUCCESSO
El libro es una de las posibilidades de felicidad que tenemos los hombres
Jorge Luis Borges
Ieri sera ero davanti alla tv e, facendo zapping, sono incappata nel talk show di La7 "Niente di personale". Il tema del contendere era la gavetta, la fatica di raggiungere il successo. Ospiti Piero Mazzucchetti, (prossimo concorrente vip di Sanremo sebbene nessuno lo conosca. Pippo Baudo lo ha voluto dopo aver ascoltato la sua estensione vocale, da tenore, e tenendo conto del fatto che in Germania, dove amano il bel canto italiano, è famoso) e Alessio Boni, attore che secondo me ha dato la sua prova migliore in assoluto nel difficile personaggio di "La meglio gioventù" di Marco Tullio Giordana. Ed è stato proprio lui, Alessio Boni, a citare in trasmissione Albert Einstein. Il genio della relatività avrebbe detto, non ricordo le parole precise, che dovendo scegliere è meglio essere una persona di valore che una persona di successo. Alessio Boni sottoscriveva e non esito a crederlo, conoscendo la sua idiosincrasia per la fama.
A rifletterci su Einstein non ha assolutamente torto, dovendo scegliere anche io preferisco il valore al successo, soprattutto se il successo è determinato da fattori che con il valore oggettivo della persona non hanno niente a che vedere. Però... però, umanamente parlando, mi rode parecchio pensare che tanti colleghi sedicenti scrittori hanno successo senza avere alcun valore. Un esempio: lei è una donna di spettacolo, intelligente, per carità, molto bella e spigliata, anche un po' folle. Inutile che insistete, non vi dirò il nome. Vi dico solo che ama frequentare le arene televisive, spesso discinta e con una verve polemica fine a se stessa che, comunque, funziona. Ebbene, questa signora ha pubblicato un giallo, un opuscoletto di meno di cento pagine, raffazzonato a dire poco, senza idee, senza trama, con la pretesa di essere un noir e con un dilettantismo esasperante perfino nel descrivere le scene di sesso che vorrebbe essere estremo. Ebbene, forte della sua fama di polemista, lo ha presentato dovunque e il risultato è stato che migliaia di persone, incuriosite, lo hanno comprato. Quando lo hanno letto, ne sono sicura, hanno rimpianto quei sette-otto euro, ma ormai il danno era fatto e le vendite registrate...
C'è bisogno di commentare? Einstein diceva una cosa giusta e Alessio Boni sottoscrive, forse, perché lui oltre ad essere un bravo attore è anche molto famoso. Il successo non è un valore in se stesso, ma serve per farsi conoscere. Lo scopo di uno scrittore è raccontare emozioni e condividerle con i lettori. I personaggi che crea hanno bisogno di passare attraverso gli occhi delle persone fin nella loro anima per prendere vita propria. Uno scrittore ha bisogno che qualcuno lo legga, altrimenti prova quello che ho provato io quando ho sorvolato la cima dell'Everest che emergeva da un mare di nuvole. Un'emozione che non si può descrivere e una tristezza infinita perché avrei voluto un altro paio di occhi lì con me a piangere di gioia per la bellezza di questo pianeta.
CRITICHE E SORPRESE
Cominciamo dalle critiche: le recensioni sono positive, l'ultima a firma di Cesare Zavattini (autore Rai, giornalista e critico) è uscita su FLEMING pubblicazione romana legata all'omonimo e vippaiolo quartiere. Ed è stato proprio Zavattini ad unirsi al coro di critiche nei confronti della copertina di NEW YORK 1920, definendola "respingente" in quanto troppo seria e richiamante un saggio. Mi piacerebbe conoscere il vostro parere perché a me la copertina piace, la trovo elegante (forse è questo l'errore) e adatta ad un romanzo storico.
Per quanto riguarda le sorprese, beh... ogni volta che faccio un giretto nautico sulla rete incappo in qualcuno che ha parlato di noi, me e Loredana e il nostro romanzo, e ne ha parlato bene, con passione. E' veramente una gioia ed è per questo che ho linkato il blog di Luca Caputo, perché tutti voi possiate dare un'occhiata alla sua recensione della quale ero totalmente all'oscuro. Veramente non sapevo neanche di essere una "fagocitatrice di uomini" come la mitica regina delle Amazzoni Pentesilea. Sperando di evitare incontri con aspiranti Achille (per la cronaca Achille sfidò a duello la regina, la uccise e poi se ne innamorò), vi saluto con la promessa che stanno per arrivare parecchie nuove iniziative su e giù per l'Italia!
I MOTIVI PER LEGGERE UN ROMANZO
Voglio cominciare questo 2007 con un riflessione: perché leggere un romanzo?
E' la domanda che ci è stata posta dai nostri editori quando abbiamo sottoposto alla loro attenzione NEW YORK 1920. E' la domanda che io stessa mi pongo, a torto e per deformazione professionale, quando entro in una libreria. Chiariamo subito un punto: un romanzo, se ben scritto, merita di essere letto per se stesso. I cosiddetti temi di attualità, gli agganci con la cronaca, i libri denuncia e tutto il resto possono essere degli in più, ma se fossero conditio sine qua non, allora nessuno più dovrebbe leggere GUERRA E PACE, ORGOGLIO E PREGIUDIZIO o qualsiasi altro grandissimo classico vi venga in mente.
Resta il fatto che quando ti presenti ad un editore la domanda è proprio questa: perché la gente dovrebbe leggere questo romanzo? Che poi significa: perché il cliente dovrebbe comprare questo prodotto? A me la letteratura versione marketing fa un po' senso, ma il nocciolo del discorso è proprio questo. Siamo dei prodotti, andiamo impacchettati per bene perché il pubblico sia motivato all'acquisto. NEW YORK 1920 è uscito in concomitanza con il quinto anniversario dell'11 settembre e tratta un tema, quello dell'immigrazione, che più di attualità non si potrebbe. Eppure stentiamo a venderlo, a distribuirlo, a farlo conoscere. Tutto questo non succede per altri scrittori, più affermati e, beati loro, svincolati dalla logica del tema di attualità perché, in fondo, il PRODOTTO che si vende bene sono proprio loro. E' il caso di Andrea Vitali. Per favore, ditemi che lo conoscete, perché io prima di ricevere il suo ultimo libro, OLIVE COMPRESE, in regalo non ne avevo mai sentito parlare. Edito da Garzanti e con un bel curriculum di pubblicazioni, anche lui ha avuto, grazie al buon Antonio d'Orrico, la qualifica di miglior scrittore, quella che il critico letterario del Corsera non nega a quasi nessuno (a noi si, visto che gli abbiamo spedito il libro e non ha neanche accusato ricevuta, ma questo è un altro discorso).
OLIVE COMPRESE, dicevamo. L'ho letto in un paio di giorni, per cercare di capire. Il Vitali scrive bene, è pungente, un po' alla Camilleri senza la calata sicula, anche perché lui è di Bellano, sul lago di Como, e di quello parla. La vicenda è uno spaccato di vita di provincia durante il Fascio, divertente, con personaggi che meriterebbero vita propria, come il maresciallo Maccadò. Ma dopo averlo finito di leggere mi sono sentita pericolosamente vicina alla metalità dei miei editori e mi sono chiesta: perché qualcuno dovrebbe leggere questo romanzo? Ben scritto, per carità, ti strappa qualche sorriso... ma non aggiunge niente alle mie esperienze, ai miei ricordi, alle mie riflessioni... Vuoi vedere che il buon Andrea Vitali mi ha fatto finalmente capire cosa si intende alla voce MARKETING?!!!
LIBERIAMO I LIBRI DALLE LIBRERIE!!
In un mondo in cui la comunicazione si affida soprattutto a mezzi visivi ci sembrava opportuno valorizzare quello che tra i cinque sensi è il più sofisticato, il più sensibile e sicuramente il più evocativo: l’olfatto. Senza arrivare a ribadire che la parte del nostro cervello demandata ad elaborare gli odori è la più antica dal punto di vista evolutivo, crediamo che il viatico migliore all’esperienza vissuta sia l’universo multidimensionale degli odori piuttosto che quello piatto delle immagini.
Un’immagine ci riporta alla memoria un momento felice, una particolare occasione ma, col passare degli anni sbiadisce, perde di intensità. Per un odore è diverso. Il profumo del pane che mangiavamo da bambini, l’aroma penetrante della tramontana sulle lenzuola stese ad asciugare, il profumo dell’oceano che accolse Eugenio e Cecilia sulle rive di Ellis Island non cambieranno mai nella percezione di chi se ne è imbevuto.



Questa foto a mio parere rende l'idea della solitudine dello scrittore. Ora è vero che io e Loredana abbiamo un vantaggio perché scriviamo in due e quindi la solitudine possiamo spartircela equamente e non sentirla più di tanto, però...
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