A COSA SERVE UN BLOG?
Me lo sono chiesto spesso. Sia prima di iniziare questa avventura, quando sentivo parlare di questa nuovissima forma di comunicazione, sia ora che ci sono dentro e sono, immodestamente, una blogger. Come fate tutti voi che mi venite a trovare sempre più spesso, navigo e vado cercando i blog di gente che, come me e Loredana, si sta faticosamente facendo strada nel mondo della letteratura. Quello che trovo mi da da pensare. Sono blog bellissimi da un punto di vista strettamente grafico ed estetico, sono ricchi di contenuti, interessanti. Ma sono involuti, chiusi in se stessi. Mi sono resa conto strada facendo che un blog è la forma ultima di narcisismo, è un modo per parlare di se stessi, di farsi vedere, di autopubblicarsi pensieri, impressioni e quant'altro. Tutto legittimo, per carità. Però io non sono d'accordo. Per me un blog è un luogo d'incontro, di scambio di opinioni, di dibattito. La grafica non è granché, i contenuti magari anche, però io voglio ascoltare quello che avete da dire e non credo sia producente mettermi qui a postare sul blog gli incipit dei nostri romanzi più belli (cioè tutti! ah ah ah), oppure frasi probanti lette sui libri di altri. Posso cercare di incuriosirvi, posso chiedervi che ne pensate, posso comunicarvi le critiche che riceviamo, come pure i complimenti. Ma sostanzialmente vorrei usare questo strumento per parlare, per conoscere, per capire. Ho provato a lasciare commenti, proprio come bottiglie con un messaggio nel mare magno del web, ho contattato blog di altri scrittori esordienti. Ma nessuno di loro si è degnato di rispondere, di comunicare... RAGAZZI, MA CI RENDIAMO CONTO? Uno scrittore è l'espressione massima della comunicazione, filtrata quanto vi pare, ma comunicazione. Ma se uno scrittore o aspirante tale non ama comunicare, allora, come ho letto sulla biografia di una scrittrice molto piena di sé, devo pensare che lo fanno per soldi. Oppure per essere accolti da una salva di flash quando si manifestano. O per essere intervistati di spalle perché sono sotto scorta (avete presente Saviano?). Sono d'accordo nello sfruttare la dabbenaggine della gente per farsi strada, per farsi conoscere. Ma almeno tra noi che pensiamo di avere qualcosa da dire, vogliamo provare a parlare?



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