INCIPIT OF NEW YORK
Quelli che seguono sono gli incipit dei ventisei capitoli (per la verità 24 più prologo ed epilogo) del nostro romanzo “New york 1920 – il primo attentato a Wall Street”. Lo scopo è darvi un assaggio dell’atmosfera l libro del quale, me ne sono resa conto adesso, vi ho parlato ben poco.
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La tovaglia di lino, ricamata a mano da sua nonna, era uno dei pochissimi lussi che avessero mai potuto permettersi...
The Fire Drop doveva ancora aprire, ma Lisbeth era lì fin dal primo pomeriggio.
Il loro bagaglio non era diverso da quello di tutti gli altri che stavano attraversando con passo incerto la vacillante passerella…
La voce calda e sensuale di Glenda arrivava fin nello studio di Lisbeth.
I giorni si trascinavano lenti a bordo della “F. Palasciano”.
Perfino il sole saliva con un senso di spossatezza in quel cielo terso, cosparso di rapide nuvole candide.
Un pallido sole, che stentava a trovare spazio in un cielo coperto di nuvole, mandò i suoi raggi attraverso la camera da letto di Lisbeth.
Era stato un incubo. Le rapide parole di Sidney sul ponte del piroscafo non erano state sufficienti a farle capire cosa sarebbe successo…
Rimanere chiusa nel suo ufficio, tra carte, documenti, fatture e mozziconi di sigarette che si ammonticchiavano nel posacenere di alabastro…
Le indicazioni di Sidney erano state scrupolose. Ma trovare Mulberry Street non era stato facile.
A Cecilia sembrava di essersi appena coricata quando una voce acuta e sgradevole la strappò dal sonno.
Era una visita che si aspettava da qualche giorno quella che Mike le annunciò…
La sera prima, al momento di cominciare il proprio turno di lavoro, Cecilia era stata fermata da Priscilla…
Ognuno per la sua strada. Questo aveva pensato Eugenio quando aveva sentito sua sorella chiudersi alle spalle la porta…
Quell’acquazzone estivo aveva tutta l’aria di voler trasformare la strada in un fiume.
Dire che si aspettava quella convocazione a Broad Street, era sbagliare di poco.
Andava riconosciuto a Priscilla che a letto avrebbe dato dei punti anche alla puttana più navigata.
Cecilia non sentiva sua quella casa. Le sue cose erano ancora tutte riposte in una vecchia valigia…
Era rimasto sorpreso dall’iniziativa presa da Lisbeth. Non che da una donna come lei non si aspettasse uno spirito battagliero.
Lisbeth stava facendo colazione in terrazzo, all’ombra della tenda a strisce bianche e blu, quando Meggy le portò il telefono.
Era stata la notte più lunga della sua vita. Un medico fidato aveva visitato Cecilia…
Lisbeth si era assopita. Quelle sue giornate da convalescente avevano un andamento nebuloso…
Cecilia aveva chiesto e ottenuto che quella notte, la loro prima notte di nozze, la trascorressero a casa loro, nel loro letto.
La sinagoga di Elridge Street, dove Sammy Goldstein aveva organizzato il servizio funebre per Freddy, sorgeva ad un passo da Little Italy…
Era andato tutto bene. Troppo. Cecilia aveva cominciato a pensarlo in quel 16 settembre di ventuno anni prima…Spero che almeno uno di questi abbia la forza di incuriosirvi. A presto.



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