VINCENZO BOCCIARELLI
Questa foto risale alla presentazione che si e' tenuta nella saletta privata dell'HARRY'S BAR di via Veneto a Roma lo scorso 20 settembre 2006. Ne sono venuta in possesso soltanto adesso e voglio cogliere l'occasione per ringraziare ancora una volta il grandissimo amico Vincenzo Bocciarelli per la sua disponibilita' e per l'intensita' che ha messo nell'interpretare alcune pagine del nostro romanzo NEW YORK 1920. E' stata un'emozione grandissima sentire i personaggi che io e Loredana abbiamo creato prendere vita attraverso la sua voce, i suoi gesti, la sua eccezionale capacita' di cambiare volto, registro, addirittura fisicita'. Vincenzo e' un bravissimo attore che molti conoscono per la sua interpretazione nelle due serie di ORGOGLIO. Ma posso assicurarvi che solo sentirlo recitare dal vivo gli rende piena giustizia e considero un vero onore il fatto che abbia voluto calarsi nei panni di Salvatore D'Aquila, il boss di Cosa Nostra che appare sulle nostre pagine. Se volete sapere di piu' su di lui, visitate il suo nuovissimo sito www.vincenzobocciarelli.it.
Ciao, Vincenzo, e grazie ancora
AVORIO
Oggi voglio segnalarvi un libro che ho letto con molto piacere:
AVORIO di Matteo Gambaro, Magnetica Edizioni
Chi frequenta abitualmente questo blog sa che Matteo è un habituèe così come io e Loredana siamo spesso ospiti nel suo che trovate linkato tra i siti preferiti. Tutto questo per dire che aspettavo da tempo e con ansia l'occasione di leggere la sua ultima produzione letteraria. Si tratta di tre racconti accomunati da un tema quanto mai intrigante, i vampiri, e da un personaggio che promette grandi sviluppi, l'ispettore Carnielli. I tre racconti sono stati evidentemente scritti in periodi e sotto influenze diverse ma mantengono quella che a mio parere è la più grande qualità narrativa di Matteo: il lavoro sulle immagini. Le parole si visualizzano immediatamente ed assumono la potenza evocativa di certi fumetti d'autore che riescono a colpire come pugni nello stomaco. E' il caso soprattutto del racconto che da il titolo alla raccolta, AVORIO. Ritmo velocissimo, uso di termini onomatopeici, frequenza cardiaca e respiratoria portata al massimo. La sua forza è la velocità, esattamente quella di una pallottola. Il suo punto debole è che si vorrebbe durasse più a lungo, ma questo è un escamotage dell'autore per prepararci all'uscita del suo prossimo romanzo. Potente ed assolutamente originale è IL BORGO, il più lungo dei tre racconti, nel quale l'autore è riuscito ad invertire totalmente il connubio buio-paura, luce-salvezza. E non vi dico di più per non rovinarvi il piacere della lettura. ASPETTANDO IL FIGLIO evoca un'atmosfera dolente, di inutile attesa, toccando un tema molto caro a Matteo Gambaro: quello del vampiro come essere destinato alla sofferenza, non diversamente da un tossicodipendente. Non sono la prima a dirlo, ma AVORIO dimostra che si può prendere un tema quanto mai sfruttato, quello dei vampiri, e renderlo assolutamente nuovo. A tutti voi consiglio di leggerlo e a Matteo Gambaro chiedo di regalarci, la prossima volta, molte più pagine di terrore!



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