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IPOCRISIA

di lauracostantini00it (27/01/2007 - 14:09)

Ho appena visto una serie di tg nazionali e sono rimasta nauseata dall'ipocrisia della categoria cui appartengo: quella dei giornalisti. Immagino tutti conosciate la triste e vergognosa vicenda di Federica, la ragazza di sedici anni di Vibo Valentia che è morta causa un black-out durante una banale operazione di appendicectomia. Bene, quella ragazza, oltre a studiare danza classica, aveva un sogno che molti suoi coetanei hanno: diventare giornalista. Lei già scriveva sul giornalino scolastico, teneva un diario, prima o poi avrebbe aperto un blog e, se fosse vissuta, avrebbe scelto un corso di scienze della comunicazione. Sempre sperando un giorno di vedere la propria firma in fondo ad un articolo. Sperava di cambiare il mondo con le parole, Federica. Ebbene, i giornalisti si sono sentiti toccati da questa vicenda e hanno deciso, nella persona dell'Ordine (immagino quello della Calabria) di dedicare a Federica un premio giornalistico per giovani cronisti. Meritoria iniziativa, certo. Peccato che se Federica non fosse tragicamente scomparsa, quello stesso Ordine non avrebbe fatto assolutamente nulla per aiutarla a realizzare il suo sogno. Federica avrebbe preso la sua laurea e cominciato l'assurda trafila di collaborazioni assolutamente gratuite, di pellegrinaggi di redazione in redazione. Poi avrebbe conquistato una collaborazione retribuita. Si, a € 0,04 al rigo con un quotidiano, si sarebbe vista recapitare dopo tre mesi un assegno da € 70,00 e avrebbe passato gli anni a sperare, a mandare curricula, a pietire una raccomandazione. Invece Federica è morta, la stampa si è scatenata con il consueto tam tam contro la malasanità meridionale, i reportages si sono sprecati, microfoni sono stati infilati sotto il naso dei suoi poveri genitori, dei compagni di scuola, di quanti l'hanno conosciuta. Essere morta in modo così assurdo l'ha trasformata in un eroina, in una inviata speciale in pectore. Io non so come scriveva Federica, non so se il sogno di fare giornalismo lo avrebbe perseguito ad ogni costo, come ho fatto io e tanti altri. Non so neanche se avesse le qualità. Non lo so io, come non lo sa chi ha deciso di intitolarle un premio giornalistico. Ma Federica è morta e quindi ogni altra considerazione passa in secondo piano. Abbiamo perso una grande collega, hanno pensato quelli dell'Ordine, quindi cerchiamo di commemorarla. Se Federica fosse vissuta, invece, le avrebbero strappato i sogni e le illusioni, uno ad uno!

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